Bonus ZES 2026: Guida Completa all’Esonero Contributivo per le Aziende del Mezzogiorno

08/06/2026
Il panorama normativo per le imprese del Mezzogiorno si arricchisce di una nuova, importante opportunità. Con la pubblicazione della Circolare numero 56 del 14 maggio 2026, sono state fornite le prime indicazioni operative relative all'Articolo 3 del Decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, noto come "Decreto Lavoro".

Questa misura introduce il Bonus ZES 2026, un esonero contributivo mirato a sostenere lo sviluppo occupazionale e a ridurre i divari territoriali. In qualità di esperti di CreditoChiaro, abbiamo analizzato nel dettaglio il documento per aiutare la tua azienda a orientarsi tra i requisiti e le modalità di accesso a questo incentivo.


Che cos'è il Bonus ZES 2026?

Il Bonus ZES (Zona Economica Speciale) 2026 è un esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (esclusi i premi INAIL), con un massimale di 650 euro su base mensile per ciascun lavoratore assunto.

L'obiettivo principale è incentivare l'assunzione di personale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, favorendo la crescita delle imprese che operano nelle regioni della ZES Unica: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria.

Requisiti per i Datori di Lavoro

L'agevolazione è rivolta a tutti i datori di lavoro privati, indipendentemente dalla natura imprenditoriale (inclusi agricoltori e cooperative), con l'esclusione della Pubblica Amministrazione.

Per accedere al bonus, l'azienda deve rispettare due condizioni fondamentali:
  1. Sede di lavoro: L'attività deve svolgersi in un'unità produttiva situata in una delle regioni della ZES Unica. La prestazione lavorativa deve essere effettivamente prestata in tali territori, indipendentemente dalla sede legale dell'azienda.
  2. Limite dimensionale: L'impresa, nel mese di assunzione, deve occupare un massimo di 10 dipendenti. Questo calcolo va effettuato al netto del lavoratore (o dei lavoratori) per i quali si richiede l'agevolazione.


Chi può essere assunto? I profili incentivabili

Il beneficio spetta per le assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale che, alla data dell'assunzione, rispetti i seguenti requisiti:
  • Età: Aver compiuto almeno 35 anni.
  • Stato di disoccupazione: Risultare disoccupato da almeno 24 mesi.
Nota bene: La normativa prevede una deroga importante. L'esonero può essere riconosciuto anche per lavoratori che non soddisfano il requisito della disoccupazione biennale, a condizione che siano stati precedentemente assunti con lo stesso beneficio da un altro datore di lavoro. In questo caso, il nuovo datore di lavoro "subentra" nella fruizione dell'incentivo per il periodo residuo spettante.


Tipologie di contratto e limiti dell'esonero

L'esonero è applicabile esclusivamente alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026.
  • Cosa è incluso: Contratti part-time, assunzioni in somministrazione (il limite dimensionale di 10 dipendenti si riferisce all'utilizzatore).
  • Cosa è escluso: Trasformazioni di contratti a tempo determinato in indeterminato, contratti di apprendistato, lavoro domestico e lavoro intermittente.


Condizioni di spettanza: il rispetto delle regole

Per beneficiare del bonus, l'azienda deve essere in regola con il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) e rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro e i contratti collettivi nazionali (CCNL).

È inoltre necessario prestare attenzione a due clausole restrittive fondamentali:
  1. Divieto di licenziamento: Nei sei mesi precedenti l'assunzione, l'azienda non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva.
  2. Obbligo di stabilità: Se l'azienda licenzia il lavoratore (o un dipendente con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva) nei sei mesi successivi all'assunzione, perde il diritto al beneficio e dovrà restituire quanto già fruito.


Risorse finanziarie e monitoraggio

Il Bonus ZES 2026 è subordinato a un limite di spesa nazionale:
  • 26 milioni di euro per il 2026;
  • 60 milioni di euro per il 2027;
  • 34 milioni di euro per il 2028.
L'INPS monitorerà costantemente l'afflusso delle domande. Qualora le risorse dovessero esaurirsi, le nuove richieste non verranno accolte. Pertanto, tempestività e correttezza nella presentazione dell'istanza diventano fattori critici di successo.


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L'accesso agli incentivi statali richiede una pianificazione attenta e una conformità documentale rigorosa. In CreditoChiaro, supportiamo le piccole e medie imprese nella gestione della propria struttura finanziaria e nell'accesso alle agevolazioni regionali e nazionali.

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